Nel corso del 2007, ad oggi, si è già raggiunto in Europa il record negativo per estensione di superficie andata in fumo a causa degli incendi: a dirlo e' la Coldiretti. Da inizio anno, fa sapere l'associazione, la superficie percorsa dal fuoco ha gia' superato i 3.585 chilometri quadrati andati in fumo nell'intero anno 2006.
In Italia, in particolare, secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato, dal 1° gennaio al 19 agosto 2007 si sono verificati complessivamente 5.735 incendi boschivi che hanno percorso 95.520 ettari, di cui 44.497 boscati e 51.023 non boscati. Rispetto allo stesso periodo del 2006 quando i roghi erano stati 3.837, si assiste ad un aumento del 50% del numero degli incendi. In aumento (+250%) anche la superficie totale percorsa dalle fiamme che passa da 27.139 ettari del 2006, agli attuali 95.520. La superficie boscata andata in fumo è notevolmente aumentata (+300%) rispetto alla superficie rilevata nello stesso periodo del precedente anno (11.174 ettari del 2006 contro i 44.497 del 2007), aumentano del 220% anche quelle non boscate (15.965 ettari del 2006 contro i 51.023 del 2007).
La mappa dei roghi identifica la Calabria come il posto “più caldo” d’Italia nel periodo 1 gennaio – 19 agosto: 1.175 incendi. Seguono la Campania (1.054), la Toscana (467), il Lazio (436), la Puglia (345), il Piemonte (323), la Sardegna (280), la Basilicata (246), la Sicilia (214), la Liguria (201), l’Abruzzo (195), il Molise (170), la Lombardia (158), l’Emilia Romagna (101), l’Umbria (98), le Marche (95), il Veneto (88), il Friuli Venezia Giulia (60), il Trentino Alto Adige (23) e la Valle d’Aosta (6). In Abruzzo si è avuta la più estesa superficie boscata percorsa dal fuoco (7.342 ettari). Seguono: Puglia (6.032), Sardegna (5.565), Calabria (5.195), Marche (4.890), Campania (3.340) e Lazio (2.948). Per quanto riguarda la superficie media degli incendi (ha/incendio), è ancora l’Abruzzo a far registrare i numeri più alti: 101,5 contro una media nazionale di 16,7. La Valle d’Aosta con appena 6 roghi, è stata la regione con le minori superfici totali colpite dalle fiamme: 6 ettari.
L’incendio boschivo, sia doloso che colposo, è un delitto contro la pubblica incolumità, e come tale, è perseguito penalmente. Chi provoca un incendio è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni. L’attività investigativa volta alla prevenzione, all’accertamento e all’ individuazione dei responsabili viene assicurata dal Corpo forestale dello Stato attraverso il NICAF, Nucleo Investigativo Centrale Ambientale e Forestale, il NIAB, il Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi e il NIPAF, Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale, in ambito provinciale.
Al 22 agosto 2007 i comandi territoriali del Corpo forestale dello Stato hanno denunciato 251 persone per il reato di incendio boschivo: 8 gli arrestati e 243 le persone denunciate a piede libero. Quattro arresti sono stati effettuati nella provincia di Latina, uno a Roma, uno ad Alessandria, uno a Catanzaro ed un altro a Cosenza. Per quanto riguarda il numero delle vittime, sono 14 le persone che hanno perso la vita a causa degli incendi.
Fino al 22 agosto 2007 i reati di incendio boschivo identificati risultano essere per il 92% di natura colposa e per l’8% di natura dolosa. Per quanto riguarda gli incendi colposi, le principali motivazioni sono da ricercare nella cattiva conduzione delle attività agricole e forestali, nel cui ambito si fa ancora spesso ricorso al fuoco per pulizie ed eliminazione di residui vegetali (56%) e per ripulitura di incolti (14%). Tra gli incendi dolosi, invece, la motivazione più ricorrente è quella che attiene alla ricerca di un profitto.